di LETIZIA GUAGLIARDI - Eh, sì. C’è anche questa. A me piace, perché mette in evidenza l’importanza della gentilezza, soprattutto di questi tempi, merce sempre più rara, soprattutto sui social. Istituita nel 2019 nei Paesi Bassi, da allora ogni 1° marzo ha l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo la consapevolezza che ognuno di noi può influenzare positivamente gli altri e così la vita di tutti diventa più felice o, almeno, migliore.
Una semplice frase, anche una parola sincera detta al momento giusto, ha il potere di cambiare l’umore e l’autostima. Può essere anche una telefonata a un amico o a un’amica o un abbraccio a un membro della propria famiglia, insomma atti di gentilezza e di apprezzamento. Non solo il 1° marzo, anche tutti gli altri giorni.
Frasi come “Grazie, tutto squisito” alla fine di un pranzo o “Bravo, lavoro ben fatto” per esempio a uno studente, sono carezze per l’anima. È semplice, se pensiamo a come ci sentiamo noi quando qualcuno ci dimostra la sua gratitudine per qualcosa che abbiamo detto o fatto. In pratica, si tratta di vedere nell’altro qualcosa di buono e dirglielo. E si può fare anche per iscritto, con un biglietto, un’email o un messaggio, se il complimento si fa a distanza, anche di tempo (per esempio ringraziare e fare i complimenti il giorno dopo per un invito a cena della sera prima).
A me è capitato in aeroporto, al check-in: l’impiegata, mentre le porgevo il mio documento d’identità, mi ha detto che avevo una bella camicetta e me l’ha detto sorridendo. Dietro di me c’era la fila, non mi conosceva e non era tenuta, eppure è stata gentile e non ha tolto tempo agli altri viaggiatori. Io l’ho ringraziata, lei mi ha sorriso ed entrambe ci siamo sentite bene. Perché è evidente che presta attenzione alle centinaia di persone che vede ogni giorno e perchè io ho davvero avuto la sensazione di “essere vista”.
Questa abitudine va insegnata ai bambini. Fin da piccoli devono abituarsi a essere sinceri, a considerare le persone intorno a loro, a ringraziare e a non dare niente per scontato.
È importante dare e ricevere complimenti? Sì.
Perché, se sono sinceri, rinforzano le relazioni sociali e migliorano la qualità della vita.
“Le parole soavi sono un favo di miele: dolcezza all’anima, salute al corpo.” (Proverbi 16:24)
Perché ci sono parole di gratitudine e di apprezzamento che valgono più dei regali: infondono fiducia, rafforzano le amicizie e ne creano di nuove, rassicurano e supportano (per esempio, chi sta per raggiungere un obiettivo), aumentano l’autostima (per esempio, quelle rivolte all’aspetto fisico, a un nuovo look, a un nuovo taglio di capelli o alla personalità e al carattere). Questi ultimi tipi di apprezzamenti sono utili anche per avviare una conversazione, soprattutto fra persone che non si conoscono.
Come si riconosce la sincerità di un complimento? Quando quello che ci viene detto è abbinato a ciò che l’altro esprime con il “non detto”: il tono di voce, lo sguardo, i gesti e le espressioni facciali.
Altrimenti sono solo chiacchiere, ma non quelle di Carnevale, che abbiamo mangiato nei giorni scorsi. Buonissime!
di Rubrica autogestita da Letizia Guagliardi | 05/03/2025
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