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Rossano (Cosenza) - Sanremo 2025: le frasi più belle delle canzoni (secondo me)


di LETIZIA GUAGLIARDI -  “Quando sarai piccola” – Simone Cristicchi. Ci sono cose che non puoi cancellare, Ci sono abbracci che non devi sprecare. Ci sono sguardi pieni di silenzio Che non sai descrivere con le parole. Vero. A volte si dicono tante parole ma non si trasmette niente di significativo, altre volte ci sono sguardi silenziosi che, invece, dicono tutto. “I  fiumi più profondi sono sempre quelli più silenziosi” (Quinto Curcio Rufo, storico romano dell’età imperiale). “L’albero delle noci” – Brunori Sas. 

Sono cresciuti troppo veloci questi riccioli meravigliosi

E ora ti vedo camminare con la manina in quella di tua madre

E tutta questa felicità forse la posso sostenere

Perché hai cambiato l’architettura e le proporzioni del mio cuore

E posso navigare sotto una nuova stella polare

Vero. Il nostro cuore ha la capacità di espandersi per accogliere tutto l’amore che la vita ci dona.

“Tra le mani un cuore” – Massimo Ranieri

Se hai tra le mani un cuore

Tu tienilo in alto

E amalo in ginocchio su un altare

Che ogni tua ferita lo farà sanguinare

La vita intera con il cuore in mare

Vero. Dobbiamo proteggere il nostro cuore e quello degli altri. Amore, rispetto, cura.

“Pelle diamante” – Marcella Bella

Forte

Tosta

Indipendente

Pelle come diamante

Non mi fa male niente

Stronza, forse

Ma sorprendente

Vero. Le donne: forti di fronte alle avversità, sorprendenti nel momento del bisogno. Dure e preziose come il diamante.

Volevo essere un duro” – Lucio Corsi

Perché in fondo è inutile fuggire
Dalle tue paure

Vero. Fuggire è il primo istinto che proviamo ma poi ci accorgiamo che le nostre paure ci inseguono dovunque noi andiamo. Riconoscere questo richiede forza e coraggio perché dobbiamo fermarci e affrontarle.

“Viva la vita” – Francesco Gabbani

Viva la vita così com’è
Viva la vita, questa vita che
È solo un attimo, un lungo attimo
Ma in fondo tu lo sai quello che sento
È vivere davvero ogni momento

Vero. La nostra vita sulla Terra ha un tempo definito che non va sprecato. E la vita va amata, così com’è. Attimo per attimo.

Le canzoni, quelle significative, hanno un valore emotivo e comunicativo. Ci sono versi indimenticabili che ci suscitano emozioni, riflessioni e risvegliano i ricordi che credevamo dimenticati e possono perfino influenzare il nostro comportamento, nel bene e nel male.

Il testo di Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola” – per esempio, ci scuote nel profondo perché evidenzia la fragilità dell’invecchiamento con tutte le sue possibili patologie neurovegetative, compresi l’Alzheimer e la demenza senile: i genitori diventano i figli dei propri figli, cioè “piccoli”, bisognosi di cure, di attenzioni, di qualcuno che provveda a tutte le loro necessità. Proprio come loro stessi avevano fatto molti anni prima con i loro piccoli, ora uomini e donne. E lo fa con tenerezza: "Ti ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai» e con dolcezza: «Ti stringerò talmente forte che non avrai paura nemmeno della morte".

La musica unisce, fa superare gli odi e dimenticare le differenze. A questo proposito voglio ricordare uno dei momenti più commoventi di questo Festival: Noa, israeliana con radici ebraiche e Mira Awad, palestinese, con la loro versione in inglese, ebraico e arabo hanno cantato Imagine di John Lennon. 

Potenti anche le parole di queste due straordinarie artiste, come potente è Imagine, inno di resistenza contro l’odio e le guerre: “Noi artisti non abbiamo il compito di descrivere la realtà, ma di immaginare quello che vogliamo creare. Vogliamo che l’intera famiglia umana viva in sicurezza, immaginiamo prosperità e riconciliazione e che fra un anno torneremo qui a festeggiare un vero mondo di pace”. 

Grazie alla musica, grazie a chi sa toccare le nostre corde più preziose, dimostrando quanto il nostro cuore e il nostro cervello siano collegati. E grazie a chi sa immaginare.

Concludo con uno dei versi che amo di più, sempre da “Imagine”: “You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one” (forse dirai che sono un sognatore ma non sono l’unico“).

No, John. Grazie a Dio non sei l’unico.


di Rubrica autogestita da Letizia Guagliardi | 19/02/2025

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