dí GIUSEPPINA IRENE GROCCIA - Quando si pensa all’acquerello, emergono spesso immagini di delicatezza e leggerezza, qualità che Alessandro Andreuccetti ha saputo interpretare magistralmente nel suo stile astratto, noto per le sue atmosfere evocative e le emozioni sottilmente suggerite.
Tuttavia, osservando ora le sue opere figurative, ci si trova di fronte a un universo sorprendentemente diverso, eppure coerente con la sua sensibilità pittorica.
Nelle composizioni figurative, l’acquerello diventa veicolo di un’intensità inaspettata. Le tinte si fanno accese, i dettagli emergono senza appesantirsi, mantenendo quella trasparenza che è il marchio di fabbrica di questa tecnica. L’artista dimostra una straordinaria dimestichezza nell’utilizzo del colore, che non solo definisce forme e volumi, ma conferisce profondità psicologica ai soggetti. È come se l’acquerello stesso, con la sua capacità di stratificare luci e ombre, fosse complice di una narrazione silenziosa ma potente
C’è una tensione affascinante tra la fragilità intrinseca del mezzo e la forza espressiva delle immagini. Che si tratti di ritratti, paesaggi o scene di vita quotidiana, ogni pennellata sembra entrare in sintonia con un racconto o una storia, mentre la fusione dei colori propone una dimensione emozionale che supera i confini del realismo. La scelta di una tavolozza spesso delicata, ma accesa in punti strategici da contrasti cromatici intensi, rivela un controllo assoluto sul medium e un’attenzione al dettaglio che non è mai fine a se stessa.
Le opere figurative di Alessandro non si limitano a mettere in luce la sua straordinaria padronanza tecnica; esse si rivelano piuttosto un invito eloquente a osservare il mondo con occhi nuovi, più attenti e sensibili. Attraverso la delicatezza e la profondità della tecnica ad acquerello, Alessandro trasforma ogni immagine in un dialogo visivo che sprona lo spettatore a scorgere ciò che spesso sfugge a uno sguardo distratto: la poesia nascosta nei dettagli, la bellezza di ciò che si dissolve, il senso intimo delle cose.
Confrontandosi con lo stile figurativo, l’artista mostra una dimensione ancora più complessa del suo talento. Per lui l’acquerello non è solo un mezzo per rappresentare il reale, ma un linguaggio per trasfigurarlo, per catturare la vita con uno sguardo poetico e sensibile. In questo contesto, Andreuccetti si riallaccia alla tradizione di grandi maestri come J.M.W. Turner e John Singer Sargent, fondendo nel suo stile una profonda introspezione psicologica dei soggetti con la freschezza e la spontaneità proprie di questa tecnica pittorica.
Attraverso questa serie di lavori, sembra dirci che l’acquerello non è soltanto un tramite per suggerire, ma anche per affermare, per comunicare con una voce chiara e inconfondibile, quella che in un cambio di registro, dalla suggestione astratta alla concretezza figurativa, testimonia una versatilità artistica in costante evoluzione.
La sua incessante sperimentazione ci rivela che l'intensità non si esprime unicamente nella forza, ma si manifesta anche nella capacità di concedere spazio alla luce, all'acqua e a tutto ciò che si muove tra le delicate pieghe di un colore che sfuma.
L’approccio figurativo nel suo lavoro rivela un’evoluzione dello sguardo, in cui il medium scelto diventa strumento di narrazione, svelando storie, volti e paesaggi con una forza capace di coniugare intensità e delicatezza in modo sorprendente.
L’acqua, la luce e il colore rimangono gli elementi cardine della sua poetica, ma mentre nell’astrazione il dialogo è aperto e ambiguo, nel figurativo l’artista guida lo spettatore in un percorso più intimo e concreto, invitandolo a guardare il mondo con occhi nuovi, attenti alla bellezza del reale e ai dettagli che lo rendono vivo.
La sua è un’arte che non cerca consenso, ma che impone la sua potenza, una forza visiva che cattura e rapisce, come un incantesimo. L’acquerello, con la sua leggerezza e trasparenza, diventa strumento di una poetica dirompente, un’arma che, nelle mani di Andreuccetti, si fa narrazione, trasporto e, soprattutto, emozione. Ogni colore, ogni sfumatura è un grido silenzioso che incanta e scuote, rendendo ogni opera un’esperienza assoluta, unica, irrinunciabile.
Note sull'artista
Nato a San Gimignano, Italia, nel 1955, Alessandro Andreuccetti ha studiato arte e architettura a Firenze quindi ha iniziato il suo lavoro nel 1980 in qualità di disegnatore, designer e pittore.
Ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive in Italia e nel mondo e molte opere figurano in collezioni pubbliche e private.
Statement
Forma, colore e textures costituiscono lo scheletro su cui costruisco le mie immagini, o forse sarebbe meglio parlare di visioni, o sogni perché tutto ha inizio e si sviluppa prima nella mia mente, più o meno inconsciamente e dopo, molto dopo, si trasferisce sulla tela o sulla carta. Attraverso lo studio dei miei soggetti, siano essi figure, città o paesaggi isolo ed elaboro ciò che per me rappresenta l’anima del soggetto stesso, ne carpisco le forme primitive,mi impadronisco del loro colore, delle luci e delle ombre,fisso, come in una fotografia, l’attimo magico in cui gli oggetti rivelano se stessi poi traduco tutto nel linguaggio universale del disegno e della pittura.
La figura
La figura umana è forse il primo soggetto rappresentato nella storia dell’arte mondiale, è presente in tutte le epoche storiche e costituisce quindi un tema pressoché obbligato per ogni artista. Il mio approccio alla figura umana è strettamente personale: abbandonando qualsiasi pretesa di rappresentazione fedele o realistica la mia ricerca si concentra sulla percezione volumetrica e coloristica del soggetto dando risalto alla relazione tra luce, colore e forma.
La città
La città è la culla delle nostre vite, incubatrice dei nostri pensieri, l’involucro che racchiude i nostri sogni, i successi e le sconfitte. La mia visione della città è una visione idealizzata, uno sguardo lontano che permette di astrarre dal contesto generale ciò che mi colpisce maggiormente dell’insieme di architetture, di strade, di spazi, finestre, tetti, terrazze e quant’altro. Ancora una volta sono le forme ed i colori, le luci e le ombre che emergono da questo processo di astrazione e stanno lì a dimostrare la mia idea di città. Infatti io non dipingo una città ma l’idea di città.
I paesaggi
Il paesaggio, in tutte le sue accezioni e sfumature, rappresenta il mio “porto sicuro”, un angolo riparato nella mia testa dove mi posso rifugiare e ricaricare in tutta tranquillità. Quando le idee scarseggiano o faticano a trovare la strada per emergere tutto ciò che devo fare è aprire il libro degli schizzi scorrendo centinaia di disegni e appunti che parlano della mia terra, la campagna, gli alberi, i fiori. È tutto lì dentro, disponibile e generoso e io non devo fare altro che coglierne i frutti.
“Rappresentare la vita è lo scopo principale della mia pittura. La figura umana, le città, la natura costituiscono degli ottimi soggetti da studiare e trasferire sulla tela o sulla carta, ma ciò che più mi interessa è scoprire e mettere in evidenza la relazione che c’è tra le forme e i colori di ciò che ho di fronte. Questa relazione la si scopre dall’osservazione attenta della realtà e si estrinseca in una rappresentazione strettamente personale dell’oggetto.”
Le idee
Ogni dipinto ha una sua storia e una sua personale gestazione. Tutto può contribuire alla scintilla iniziale, una foto, una frase, una musica. Prima di iniziare passo molto tempo pensando al design generale della nuova tavola, agli schemi di colori da utilizzare, a cosa mettere in evidenza e cosa lasciare in secondo piano. Generalmente prendo molti appunti, faccio schizzi, provo dei colori, ombreggiature, scompongo il soggetto in porzioni che poi ricompongo diversamente, schematizzo varie soluzioni compositive. Tutto questo processo può durare giorni oppure settimane però quando è il momento di dipingere il lavoro viene giù filato senza ripensamenti.
I materiali
Opere su carta. Utilizzo gli acquarelli sulla carta fatta a mano con stracci di cotone, è una carta bellissima, importata dall’India, pesante e rugosa, con una sua forte personalità che richiede molta attenzione ed esperienza per padroneggiarla.
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