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Rossano (Cosenza) - Le donne e le ragazze nella scienza


di LETIZIA GUAGLIARDI - Lo scorso 11 febbraio è stata la giornata che celebra le scoperte e i contributi delle donne nel campo delle Stem, Scienza, tecnologia, ingegneria (engineering) e matematica. "Oggi, solo una ogni tre ricercatori d’ingegneria al mondo è una donna. Barriere strutturali e sociali impediscono alle donne e alle ragazze di entrare e progredire nella scienza. Questa ineguaglianza sta privando il nostro mondo di un enorme talento e forza di innovazione inespressa. Abbiamo bisogno delle prospettive femminili per assicurarci che la scienza e la tecnologia funzionino per tutti." – António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Nella mia illustrazione ho incluso alcune delle donne che si sono distinte nel campo delle scienze.

IPAZIA (Alessandria d’Egitto 355 – 415). Matematica, astronoma e filosofa, seppe conciliare così tanto queste tre discipline che fu messa a capo della Scuola d’Alessandria. Lottò molto per diffondere la conoscenza e per le strade di Alessandria condivideva con il popolo il suo sapere. Però non era ben vista dall’imperatore Teodosio I perché a lui faceva comodo che il popolo restasse ignorante e arrivò persino a volere la distruzione della biblioteca e di tutti i documenti in essa contenuti. Ecco le scoperte a lei attribuite, scoperte legate alla meccanica e dunque alla tecnologia: l’aerometro, l’astrolabio piatto e l’idroscopio.

«Per la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura, accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei lo stare in mezzo agli uomini: infatti, a causa della sua straordinaria saggezza, tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale» (Socrate Scolastico).

ADA LOVELACE (Londra 1815-1852): giovane e brillante matematica, sapeva interpretare la logica dei numeri – veniva chiamata l’incantatrice dei numeri – e dei calcolatori, comprendendone le potenzialità. In questo modo trovò la soluzione a problemi matematici molto complessi. Studiava tanto, la sua mente creativa era sempre all’opera e la sua grande intuizione le permise di andare oltre la logica comune e di gettare le basi per la tecnologia dei computer e dei robot.

MARIE CURIE (Varsavia 1867- Passy 1934): aveva degli obiettivi da raggiungere e non si lasciò scoraggiare dalla complessità dei problemi scientifici e dagli esperimenti in laboratorio che durarono anni. Grazie alla tenacia e all’impegno fece scoperte rivoluzionarie che avrebbero portato benefici nel campo della medicina. Scoprì l’atomo del radio, tuttora usato per le terapie mediche contro i tumori. Per questo fu la prima donna a ricevere il Nobel per la Fisica, insieme a suo marito Pierre Curie e nel 1911 il Nobel per la Chimica, per aver scoperto anche il polonio (fu chiamato così perché lei era nata in Polonia). È stata l’unica ad aver vinto il Nobel per due distinti campi scientifici.

HENRIETTA SWAN LEAVIT (Lancaster 1868 – Cambridge 1921): la prima scienziata a intuire come brillavano certe stelle, elaborando la formula matematica che avrebbe confermato la relazione tra periodo e luminosità nelle stelle variabili. Ciò le permise di misurare in anni luce la grandezza delle galassie e ad aprire gli studi sulla teoria dell’universo in espansione. Ha dunque spiananato la strada alla comprensione delle reali dimensioni dell’universo e delle distanze che separano stelle e galassie.

KATHERINE JOHNSON (White Sulphur Springs 1918 – Hampton, 2020). Matematica, informatica e fisica statunitense, contribuì allo sviluppo dell’aeronautica statunitense e ai programmi spaziali, già dal primo utilizzo dei computer elettronici digitali da parte della NASA. Venne molto apprezzata per l’accuratezza che poneva nel calcolo della navigazione spaziale computerizzata e per il lavoro tecnico dirigenziale pluridecennale svolto alla NASA. “Nella mia vita ho contato tutto. Ho contato i passi per la strada, i passi fino alla chiesa, il numero di piatti e posate che lavavo alla fine di ogni pasto. Tutto ciò che poteva essere contato, io l’ho contato.” Sono le parole che pronunciò quando fu premiata nel 2015 con la National Medal of Freedom, la più alta riconoscenza civile americana.

Ed ecco le scienziate moderne che ho voluto inserire nella mia locandina: Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e Samantha Cristoforetti.

RITA LEVI MONTALCINI (Torino 1909 – Roma 2012). Neurologa, nel 1954 insieme al suo collaboratore Stanley Cohen, scoprì il Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso. Per questa scoperta nel 1986 lei e Stanley Cohen vinsero il Premio Nobel.

«L’umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi.» Per questo è nata la Fondazione Levi Montalcini, dedicata alla formazione dei giovani ma anche al conferimento di borse di studio universitarie a giovani studentesse africane, con l’obiettivo di creare una classe di donne che svolgono un ruolo centrale nella vita scientifica e sociale del proprio paese.

MARGHERITA HACK (Firenze 1922 – Trieste 2013). Astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista. Nata in Via delle Centostelle a Firenze, non potè che diventare la Signora delle stelle. Rispettava la vita, in ogni sua forma e aspetto, ma era libera da condizionamenti, dogmi, ideologie e vanità. Uno dei suoi grandi contributi scientifici riguarda l’astronomia agli ultravioletti, ovvero guardare lo spazio ai raggi ultravioletti per poter osservare accuratamente fenomeni altrimenti invisibili come, per esempio, le stelle nascenti o quelle che stanno per morire. Ironica e vera, ha vissuto sempre con lo sguardo al cielo e al futuro.

SAMANTHA CRISTOFORETTI (Milano 1977). Astronauta e aviatrice, è la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale. È molto attiva nella divulgazione scientifica a mezzo stampa, televisione e social network. Le conoscenze che Samantha e i suoi compagni astronauti accumulano nelle loro condizioni spaziali estreme sono preziose perché le anomalie di cui soffrono nello spazio sono invece condizioni normali dell’invecchiamento sulla Terra. Trovando, quindi, il modo di arginare i problemi degli astronauti si conquistano possibilità di cura sulla Terra.

Ipazia: la CONDIVISIONE  Ada: la LUNGIMIRANZA  Marie: la DETERMINAZIONE 

Katherine: la PASSIONE   Rita: l’UMANITA’ Margherita: la LIBERTA’   Samantha: la GRINTA

Sono donne che hanno superato barriere e hanno aperto la via per le future generazioni di scienziati. Grazie al loro esempio, incoraggiano le giovani menti a esplorare le infinite possibilità delle STEM.

Le donne e le ragazze nelle scienze vanno supportate e valorizzate: le loro voci e i loro talenti sono importanti per la ricerca della conoscenza e dell’innovazione.

Le generazioni attuali possono seguire l’esempio e il percorso di coloro che le hanno precedute, migliorare le ricerche e fare in modo che l’umanità faccia passi avanti nel progresso.

Passi che si devono compiere con amore, passione, dedizione e condivisione.

L’unico modo per rendere migliore il presente e il futuro di tutti noi.


di Rubrica autogestita da Letizia Guagliardi | 14/02/2024

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